Dati italiani

Questo breve report si propone di fornire dati italiani aggiornati e numericamente significativi rispetto all’incidenza e alle caratteristiche dei fenomeni di bullismo tradizionale e di cyberbullismo (cyberbullying) in preadolescenti e adolescenti.

La ricerca è stata condotta su circa 2000 studenti di numerose scuole emiliane di primo e di secondo grado e sulle loro condotte di bullismo tradizionale diretto e indiretto e di bullismo elettronico (cyberbullying), mediante somministrazione di questionari in forma anonima.
La raccolta dei questionari compilati dagli studenti dell’Emilia Romagna, ha evidenziato i seguenti risultati.

Bullismo tradizionale

Per quanto riguarda l’incidenza del fenomeno di bullismo tradizionale diretto e indiretto, vediamo che il bullismo indiretto è, nelle dichiarazioni degli studenti, più frequente di quello diretto con una percentuale del 23% (ricevuto -percentuale di vittime-) e 22% (agito –percentuale di bulli) a fronte di una percentuale del 15% di bullismo diretto agito e ricevuto. Tuttavia, è necessario sottolineare che il ruolo di vittima e di bullo non sono nettamente separati, dal momento che alcuni studenti hanno dichiarato di aver sia subito che attuato episodi di aggressione (5% bullismo diretto, 10% bullismo indiretto). L’analisi dei questionari dimostra inoltre che una percentuale molto alta di studenti ha assistito a fenomeni d bullismo tradizionale (51% nel bullismo diretto e 44% nel bullismo indiretto). I risultati ottenuti in riferimento all’incidenza fanno riflettere su come il fenomeno del bullismo tradizionale non sia isolato, ma che al contrario sia presente nelle scuole secondarie dell’Emilia Romagna, coinvolgendo non solo il bullo e la vittima, ma l’intero gruppo classe.

Riguardo all’intensità del fenomeno, gli studenti delle fascia di età più alta (16-17 anni), e soprattutto maschi, dichiarano di avere agito sia il bullismo diretto che indiretto per più giorni durante la settimana, con una percentuale del 25% rispetto al totale degli studenti che si sono dichiarati bulli, mostrando l’esistenza di una rilevante intensità del fenomeno.

In riferimento all’età, gli studenti di 12-13 anni si rivelano vittime del bullismo tradizionale sia diretto che indiretto con frequenze significativamente più alte degli studenti delle superiori (19% si dichiarano vittime di bullismo diretto e 26 % vittime di bullismo indiretto). Per contro, gli studenti delle superiori dicono di avere agito il bullismo indiretto con percentuali che superano il 23%, significativamente più alte rispetto ai più giovani. Contrariamente ad alcuni dati delle ricerche precedenti, si può notare come con l’aumentare dell’età, cresca il bullismo tradizionale indiretto agito (anche nella popolazione maschile), e come, nella fascia alta d’età, sia rilevante l’intensità del fenomeno.

Cyberbullismo (Cyberbullying)

Il cyberbullismo (cyberbullying) vede una incidenza del 9% di bullismo ricevuto (vittime) e del 9% di bullismo agito (bulli) attraverso il cellulare, e un 7% di bullismo ricevuto (vittime) e un 7% di bullismo agito (bulli) attraverso Internet. Come già indicato in riferimento al bullismo tradizionale alcuni studenti hanno dichiarato di aver sia subito che attuato episodi di aggressione, essendo quindi allo stesso tempo sia bulli che vittime (3% bullismo via cellulare, 2% bullismo via Internet). I dati riportano anche una percentuale rilevante di studenti che riferiscono di aver assistito o di essere venuti a conoscenza di fenomeni di cyberbullismo (cyberbullying) (23% bullismo tramite cellulare e 17% bullismo tramite Internet). I risultati emersi indicano che il cyberbullismo (cyberbullying), pur se meno frequente del bullismo tradizionale, è un fenomeno già presente nelle nostre scuole secondarie.

Questo elemento mette in luce la necessità di campagne di sensibilizzazione rivolte a studenti, genitori e insegnanti.
I principali canali di aggressione utilizzati per il cyberbullismo (cyberbullying) con il cellulare sono SMS e le chiamate, mentre con Internet le modalità più frequenti di bullismo sono veicolate da email, messaggi istantanei e chat. Questi risultati sono in accordo con quanto riscontrato dalle recentissime ricerche internazionali.

In riferimento all’età gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado dichiarano di agire il cyberbullismo (cyberbullying) significativamente di più degli studenti delle scuole secondarie di primo grado, sia via Internet che con il cellulare. Nel cyberbullismo (cyberbullying) via cellulare i bulli sono soprattutto compagni di classe o studenti della stessa scuola, mentre nel bullismo praticato via Internet, un 47% di bulli rimane anonimo.

Le vittime dichiarano una forte rabbia e frustrazione in seguito a questa forma di bullismo, ma anche indifferenza e forme di evitamento. Anche se in Italia le forme più frequenti di aggressione elettronica sono date dall’uso di e-mail e messaggi istantanei, tuttavia, come già indicato da alcuni studi internazionali, le forme più perturbanti di bullismo via Internet sono quelle che vengono praticate con l’uso di immagini mandate in rete.

La duplice strategia di bullismo via Internet, attraverso la maschera dell’anonimato che nasconde l’identità dell’aggressore, o attraverso l’esibizione narcisistica di immagini in cui i protagonisti si esibiscono a livello “mondiale”, andrebbe maggiormente indagata nei suoi correlati psicologici dalle scienze sociali. E’ già stato sottolineato come l’anonimato dell’aggressore e la mancanza di un rapporto diretto faccia-a-faccia con la vittima, favoriscano il fenomeno del “disimpegno morale” negli aggressori, della deumanizzazione delle vittime, della amplificazione della intensità dell’aggressione.

La ricerca inoltre mette in luce alcune implicazioni che riguardano l’autostima carente di preadolescenti e adolescenti coinvolti nelle dinamiche di bullismo tradizionale e di cyberbullismo (cyberbullying) sia nei ruoli di bullo che di vittima, e un forte senso di solitudine che tali giovani dichiarano di avvertire in diverse “nicchie” del loro vivere sociale.

Nota:

I progetti Europei di contrasto e prevenzione del bullismo e cyberbullismo finanziati dal 2007 dall’European Commission Justice (programma DAPHNE II e III, http://ec.europa.eu/justice/index_en.htm) sono coordinati dal team di ricerca composto da docenti e ricercatori in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione afferenti al Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna.

Maria Luisa Genta è coordinatrice internazionale dei progetti europei svolti in collaborazione con Antonella Brighi e Annalisa Guarini. Il gruppo si avvale del supporto di ricercatori e assegnisti di ricerca, ognuno con una specifica professionalità, per garantire un approccio interdisciplinare agli studi condotti.
Inoltre il team collabora attivamente con altre università, scuole e associazioni del territorio.

Per informazioni sui progetti contattare:

Dipartimento di Psicologia – Viale Berti Pichat, 5, Bologna

Laboratorio di Psicologia dello sviluppo – Via Filippo Re, 10, Bologna
tel. 051. 2091875
email: progettobullismo@unibo.it

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