“Data protection package”

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La Commissione, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un’intesa sulle nuove norme in materia di privacy sul web.

Il cosiddetto “Data protection package” regolamenta anche l’accesso dei minori ai social, attribuendo ai singoli Stati la scelta sul limite di età, fissato necessariamente tra i 13 e i 16 anni.

logo_enLa riforma, che sarà applicata a partire dal 2018, è stata presentata per la prima volta dalla Commissione nel gennaio del 2012 e, per la sua complessità, ha subito diverse modifiche nel corso negli anni, seguendo l’evolversi delle nuove tecnologie. Il pacchetto interviene infatti sulle norme attuali, in vigore dal 1995 (quindi antecedenti la creazione dei social network), ampliandone gli ambiti e gli effetti: dai big data al diritto all’oblio, dalla portabilità dei dati ai social network, fino al tema centrale della sicurezza.

Sono due gli strumenti previsti per tutelare i cittadini europei sul web: il regolamento generale sulla protezione dei dati, che consentirà un maggiore controllo dei propri dati personali e snellirà gli oneri burocratici di accesso al mercato unico digitale da parte delle imprese; la direttiva sulla protezione dei dati trattati dalla polizia e dalle autorità giudiziarie penali che assicurerà che i dati di vittime, testimoni e indiziati siano protetti in corso di indagini e azioni di contrasto.

Tutte le aziende, anche quelle che avendo sede all’estero operano all’interno del territorio europeo, saranno obbligate a rispettare le nuove norme, pena andare incontro a sanzioni fino al 4% del fatturato.

Riguardo ai social network, la Commissione europea ritiene importante che le aziende si impegnino nel produrre informative più chiare e nel semplificare le procedure di cancellazione dei dati personali. La decisione finale relativa alla possibilità da parte di ogni stato UE di decidere liberamente il limite di età per l’iscrizione ai social da parte dei minori è stata determinata dalla difficoltà di applicazione della proposta iniziale, ovvero quella di raccogliere il consenso formale dei genitori in caso di ragazzi di età inferiore ai 16 anni.

Le aziende si sarebbero ritrovate infatti a gestire i dati dei minori, registrando i consensi e intervenendo singolarmente sugli account per verificare la correttezza dei dati e sospendere quelli in attesa di conferma. Attualmente, buona parte dei social network ha fissato il limite a 13 anni, ad esempio Facebook. In Spagna il limite esiste già fissato a 14 anni.

Autore: Safer Internet Centre Italy

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