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Nata dall’idea di una ragazza di 15 anni americana di origine indiana “ReThink” individua e risconosce le parole offensive e fa apparire una finestra di dialogo chiedendo a chi scrive di fermarsi, moderando i toni.

Le soluzioni contro il cyberbullismo dei social sono inadeguate: voglio intervenire prima che il danno sia fatto”, scrive Trisha Prabh. La squadra di Trisha ha verificato che con l’uso del software, il desiderio di inviare un messaggio aggressivo è sceso dal 71% al 4%.

Ed ancora: “ La possibilità di bloccare alcuni utenti non serve a nulla: si suggerisce alle vittime di bloccare il bullo e di segnalare l’episodio a un adulto. Purtroppo, a questo punto il danno è fatto: non si incide sulle cause. Ricerche dimostrano che 9 vittime di cyberbullismo su 10 non raccontano a nessuno l’offesa ricevuta e soffrono in silenzio”.

  • ReThink è una app di Ios ed Android liberamente scaricabile

 

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