Pubblichiamo molto volentieri la nota dell’ufficio della senatrice Elena Ferrara, che ringraziamo, riguardo la proposta di legge “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo“.

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Il DDL non è contro la Rete, ma pone le basi per costruire un nuovo principio di cittadinanza digitale. La proposta di legge non ha carattere repressivo, bensì educativo e inclusivo. L’impegno della Senatrice è
quello di non abbandonare la strada del dialogo percorsa in questi tre anni con le nuove generazioni e il sostegno di tutti i soggetti preposti, a partire dal MIUR e dalle stesse aziende new media. La gravità del
fenomeno, in ogni caso, richiede la massima urgenza al Parlamento, chiamato ad approvare una legge al più presto.

Se l’iter procederà senza intoppi, il Senato potrebbe votare il testo definitivo già entro la prossima estate.
Definire il fenomeno del cyberbullismo: non è di per sé un reato, ma tali atteggiamenti si configurano in casi di stalking, minacce, diffamazione, molestie, diffusione materiale pedo pornografico, furto d’identità, che, invece, violano la normativa e sono perseguibili anche penalmente.

Rimozione contenuti offensivi dalla rete e dai social: previa segnalazione il materiale lesivo sarà direttamente rimosso dai gestori, intesi come prestatori di servizi della società dell’informazione, l’indicazione potrà pervenire direttamente dagli utenti dai quattordici anni in su, al di sotto di questa età sarà necessario il coinvolgimento da parte di un genitore.

Segnalazione al garante della privacy: qualora entro le 24 ore successive al ricevimento dell’istanza il gestore non provvedesse alla rimozione si prevede l’intervento del Garante della Privacy il quale entro 48 ore dal ricevimento dell’atto ha facoltà di intervento.

Procedura di ammonimento: in caso di reati compiuti da minorenni con età superiore ai 14 anni nei confronti di un altro minorenne è prevista applicazione procedura di ammonimento. Il Questore convoca il minore unitamente ad almeno un genitore. La sanzione in assenza di reiterazione cessa di avere conseguenze al compimento della maggiore età, nella logica di educare e responsabilizzare i giovani che anche solo inconsapevolmente si rendono attori di comportamenti penalmente perseguibili.
Un referente almeno per ogni autonomia scolastica: corsi di formazione per personale scolastico che dovranno garantire l’acquisizione di idonee competenze nell’ambito di azioni preventive a sostegno del minore.

Educazione continua: l’educazione all’uso consapevole della rete trova continuità nel piano dell’offerta formativa in ogni ordine di scuola. Risorse formazione polizia postale:nell’ambito di ciascun programma
operativo nazionale sono stanziate idonee risorse alla formazione del personale specializzato alla tutela dei minori sul web. I fondi certi per la Polizia Postale sono per l’aggiornamento ai docenti, nella chiave di
individuare referente cyberbullismo per ogni autonomia scolastica e dare luogo alla formazione continua dedicata agli studenti.

Tavolo interministeriale permanente: costituzione di un tavolo tecnico per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno. Il tavolo coordinato dal Miur include i Ministeri dell’Interno, Lavoro e Politiche sociali, Giustizia, Sviluppo Economico e della Salute; Anci, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Garante Privacy, Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione media e minori, organizzazioni già coinvolte nel programma nazionale del Safer Internet Centre, nonché una rappresentanza delle associazioni studentesche e dei genitori.

La cosa interessante è che il ddl, ancor prima di diventare legge, trova già una sua traduzione su diversi piani: dai contenuti delle linee d’orientamento Miur su bullismo e cyberbullismo alle aperture verso
l’educazione alla cittadinanza digitale contenute nella 107, fino al primo protocollo d’intesa tra MIUR e Fatebenefratelli di Milano per la creazione del primo centro a prevenzione e contrasto del cyberbullismo in Italia, all’interno della Casa pediatrica.

Elena Ferrara, nella 50ina di incontri in tutta Italia per rispondere all’invito dei territorio e degli studenti, ha sempre sostenuto che bisogna FARE RETE, TUTTI INSIEME, PER UNA RETE PIÙ SICURA.

Lo spirito del DDL Ferrara è supportato da Polizia di Stato, (con Polizia Postale e campagna Vita da Social) Save The Children, Telefono Azzurro e tutti i membri del consorzio e dell’Advisory board di Generazioni Connesse, il Safer Internet Centre italiano, coordinato dal Miur all’interno di uno specifico programma UE. Cosa fa? Formazione, educazione, sensibilizzazione continua.

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