E’ possibile cancellare contenuti diffamatori su internet?

La possibilità  di condividere in modo semplice e veloce tantissimi contenuti su internet ci espone quotidianamente a rischi molteplici. Di seguito riporiamo un esaustivo articolo della società Alground (gruppo ExpoItaly)  riguardo le possibilità di una gestione d’emergenza di contenuti lesivi e diffamanti della nostra persona, arginando e mettendo un freno a quello che in rete, nostro malgrado, ci “provoca dolore”.

E’ possibile qualcuno posti nostre foto senza permesso, che un commento inappropriato che noi stessi abbiamo scritto su un forum o su un blog resti visibile per anni, che qualche sito mal fatto lasci in bella mostra i nostri dati personali o ancora, nel peggiore dei casi, che qualcuno ci diffami. Come agire in questi casi per eliminare i contenuti scomodi che possono ledere la nostra immagine dalla rete?

reputazione online

Innazitutto, dobbiamo essere consapevoli di tutto quello che compare online su di noi. Oltre a tentare di ricordare tutti i siti a cui ci siamo iscritti negli anni, possiamo fare una ricerca su Google o consultare directory che collezionano dati su chi è presente nella rete, come Pipl.com. Intercettate le nostre tracce, vediamo quello che possiamo fare per provare a eliminarle dal web.

CHIEDERE LA RIMOZIONE

Uno dei rischi più temuti è quello di vedere pubblicati da parte di altri contenuti che ci riguardano e che non vorremmo fossero pubblici. Si può trattare, ad esempio:

  • Di una nostro foto poco lusinghiera, messa online da un nostro contatto su Facebook o dalla pagina fan di un locale
  • Di un contenuto di rimbalzo, ossia un messaggio, un video o un’immagine che abbiamo pubblicato noi privatamente, ma che è stata poi condivisa da altri e non è più sotto il nostro controllo
  • Di vere e proprie diffamazioni, messaggi o altri tipi di contenuti pubblicati con l’intenzione di ledere la nostra immagine
  • Di nostri dati sensibili (numero di cellulare, indirizzo di casa, ecc.) esposti in chiaro

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In base alla circostanza, alla piattaforma e alla gravità dei contenuti sfuggiti al nostro controllo, possiamo seguire diverse vie per eliminare ciò che non riteniamo opportuno. La prima cosa da fare è provare la strada del dialogo. Se a pubblicare il contenuto incriminato è stato un unico autore facile da rintracciare, possiamo contattare la singola persona e chiedere la rimozione del contenuto.

Ma ci sono casi in cui questo semplice metodo può non bastare o non poter essere usato: ad esempio, una nostra immagine o un nostro video potrebbe essere stato ripubblicato da più persone, oppure potremmo essere nominati in commenti diffamatori da persone anonime che intervengono in un blog o ancora, più semplicemente, le nostre richieste potrebbero restare inascoltate. In questo caso, il secondo passo da compiere cambia principalmente in base al tipo di piattaforma che ci interessa.

A) Se la piattaforma ha tra le sue funzioni quella di segnalare contenuti di cui si desidera la rimozione: il primo passo è utilizzare questa funzione per inoltrare la propria segnalazione ai responsabili del sito. La richiesta sarà vagliata e potrà portare alla rimozione del contenuto incriminato e, in alcuni casi, alla sospensione di un account particolarmente molesto. Di seguito, i link alle pagine delle piattaforme online più diffuse per poter segnalare un contenuto inappropriato:

B) Se la piattaforma non prevede alcuna possibilità di segnalare contenuti che si desidera rimuovere: si può trattare di un forum, un blog, una community qualsiasi in cui è possibile postare commenti, immagini o costruire un proprio profilo personale. In questo caso, se la richiesta all’autore del contenuto illecito è impossibile o non è andata a buon fine:

1. La prima cosa da fare è contattare il responsabile dei contenuti del sito, che può essere chi ha registrato il sito, il webmaster o lo staff di gestione del servizio web. Per trovare il responsabile dei contenuti del sito:

  • Controllare innanzitutto la pagina dei Contatti
  • Controllare se è presente una Privacy Policy che riporta il nome di un referente
  • Controllare a chi appartiene il sito facendo una ricerca Whois, ossia cercando in un database che contiene i dati di chi registra un determinato dominio web. Per farlo, si possono utilizzare servizi come il NIC, WHOIS  oppure WhoIs Domain Tools.

2. Provare a contattare la società di hosting – Se il contatto con il responsabile del sito web non è stato fruttuoso, è possibile provare a contattare la società che offre lo spazio su cui è installato il sito, rintracciabile ad esempio attraverso la ricerca Whois. Spesso queste società dichiarano esplicitamente di non essere responsabili dei contenuti pubblicati da chi le utilizza, ma, in alcuni casi, possono essere considerate parte responsabile. Ad esempio, se promuovono in qualche modo la diffusione dei contenuti o se svolgono qualche forma di regolamentazione sulle pubblicazioni degli utenti.

3 . Usare la legge.  Sia nella situazione A che nella situazione B, se il contatto con i responsabili della piattaforma non porta a nulla, si può decidere di procedere per vie legali. In questo caso, possiamo fare denuncia alla polizia postale o arrivare a rivolgerci a un avvocato. L’esito positivo della controversia non è sicuro, ma è una strada che si può decidere di percorrere nel caso in cui contenuti da rimuovere provochino gravi danni alla nostra immagine. Ad esempio,  se si verifica reale diffamazione, lesione all’immagine di minori o pubblicazione di dati sensibili protetti da privacy.

ELIMINARE I RISULTATI DI RICERCA

Nell’attesa che la nostra richiesta di eliminare contenuti inopportuni sia ascoltata, si può arginare il problema chiedendo a Google la rimozione delle pagine web incriminate dai suoi risultati di ricerca. Questo non significa chiaramente eliminare i contenuti dal web e chiunque potrà vederli accedendo a quelle pagine attraverso un link diretto, ma perlomeno non compariremo più nelle ricerche di Google.

La funzione è utile anche se la rimozione dei contenuti è andata a buon fine. Il motore di ricerca, infatti, impiega del tempo per mostrare la versione aggiornata delle pagine di un sito tra le sue pagine di ricerca. Per chiedere l’immediata rimozione dei contenuti lesivi dai risultati di Google si deve usare questa pagina: Rimozione di una pagina o di un sito dalle pagine di ricerca di Google.

CONTROBATTERE CON UNA PRESENZA POSITIVA

Un altro modo per arginare il problema, nel caso la richiesta di eliminazione dei contenuti inopportuni non avesse esito, è quello di bilanciarli inserendo contenuti positivi. Questa azione può essere utile in particolare per un’azienda o un professionista che vede la sua immagine lesa da commenti diffamanti. Inserire contenuti positivi non significa inventarsi falsi profili con cui andare a parlare bene della propria attività in giro per il web, ma mettere in evidenza i propri punti di forza e curare la propria immagine, ad esempio creando un blog aziendale o aggiornando con costanza i propri profili sui social professionali.

La migliore reazione ad un contenuto diffamatorio, così, è quella di attivare o riconfermare una presenza reale e positiva sul web, creando contenuti di alta qualità che ci riguardino, con una buona ottimizzazione sui motori di ricerca, e con un collegamento ricco e continuativo con i social network. Il tutto deve diventare una pratica costante di gestione della nostra identità o attività su internet.

L’operazione può essere svolta da soli, tramite strumenti piattaforme per il blogging gratuite come WordPress, che ha un ottimo SEO integrato, o con Blogger, lo strumento di Google che garantisce automaticamente un felice posizionamento sul principale motore di ricerca,  a cui aggiungere la presenza sui principali social network.

Nei casi più importanti può anche essere affidata ad una azienda specializzata, che deve tuttavia essere controllata, che deve garantire l’utilizzo di pratiche di posizionamento sui motori corrette e non invasive, o peggio illegali, e che abbia un portafoglio di clienti abbastanza ampio e circostanziato, ai quali potrete rivolgervi per verificare quali siano state le linee di intervento della società di gestione della reputazione.

CANCELLARE I PROPRI ACCOUNT

Talvolta, per essere sconsiderati scomodi, dei contenuti non devono essere necessariamente pubblicati senza la nostra volontà oppure essere diffamanti. La semplice iscrizione a siti, forum, social network potrebbe mettere allo scoperto informazioni su di noi che preferiremmo mantenere riservate e non visibili a tutti.

Non per forza devono essere contenuti sensibili, ma a volte anche solo l’idea di avere sparso per il web tante briciole di pane che possono permettere a chiunque di ricostruire parte della nostra vita può darci fastidio. In questi casi, si può desiderare di chiudere uno o più account che negli anni abbiamo aperto su qualsiasi genere di sito web.

Se la piattaforma a cui siamo iscritti permette di eliminare in modo autonomo il proprio account, basta cercare nelle impostazioni la pagina relativa e normalmente ci si può cancellare in modo rapido e semplice. E’ bene sapere che gli account a volte non vengono eliminati, ma solo disattivati, mentre in altri casi vengono congelati per un certo periodo di tempo, entro il quale l’utente può decidere di riattivarli.

Se si vuole velocizzare l’operazione, è possibile utilizzare alcune applicazioni web che facilitano la disiscrizione dalle community e dai servizi online più diffusi. Tra queste applicazioni:

  • DeleteYourAccount: a differenza del primo, propone un elenco più ricco, che presenta anche siti come PayPal, WordPress, eBay, Tumblr ecc.

Se ci siamo iscritti a siti web da cui sembra impossibile disiscriversi, possiamo risolvere la questione modificando i dati associati all’account e inserendone di falsi, in modo che non sia più possibile associare l’attività di quell’account a noi. Se non basta, si può richiedere al responsabile del sito web la cancellazione del proprio account e, in caso di insolvenza, seguire lo stesso procedimento suggerito nel capitolo precedente per far rimuovere le proprie tracce dal web.

*Fontehttp://www.alground.com

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