La Giornata internazionale per i diritti delle Donne è un giorno di riflessione forte e di invito all’azione verso la piena realizzazione dei diritti della donna contro le espressioni di odio e gli stereotipi di genere che giustificano la discriminazione e il sessismo, complice un uso della rete distorto e violento.

Ricordiamo come la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul, STCE n ° 210) include tra i tipi di violenza contro le donne anche le frasi e i discorsi di odio sessista.

no hate speech 8 marzo 2017

Tutti noi invitano con forza a contrastare l’incitamento all’odio sessista attraverso l’istruzione e la sensibilizzazione,  perchè si possano realizzare in ogni luogo, in qualsiasi rapporto e con qualsiasi strumento “PAROLE GENTILI“, testimonianza concreta di delicatezza e rispetto.

Sosteniamo la campagna europea di “No Hate Speech Movement” contro le espressioni di incitamento all’odio

  • Abbiamo bisogno urgente di mobilitare tutte le energie e le risorse per arginare i messaggi di odio in rete (ma non solo) delle nuove generazioni, ed agire positivamente per la tutela dei diritti umani.
  • Abbiamo bisogno di una grande comunità on line, consapevole e motivata, per combattere l’odio, l’intolleranza sul web e il cyberbullismo.

8 marzo 2017 Festa della donna - No Cyberbullismo

Vorremmo contribuire a realizzare luoghi e relazioni “gentili”, accoglienti, rispettosi nella diversità!

Vorremmo “PAROLE GENTILI” che possano rendere le relazioni serene, a misura e nel rispetto di ciascuno. PAROLE che conservino consapevolezza del valore dell’altro, anche nello spazio virtuale.

E’ questo lo spirito della community di #ParoleOstili presentando, pochi giorni fa,  il “Manifesto della comunicazione non ostile” con l’obiettivo di ridurre, arginare e combattere le pratiche e i linguaggi negativi della rete.

Questa è la fotografia attuale della rete.

Secondo i  dati dell’Osservatorio giovani dell’istituto Toniolo quasi il 38 per cento degli internauti si è imbattuto in maniera indiretta in episodi di persecuzione, il 13 per cento li ha sperimentati direttamente, un po’ più del 9 per cento ha esercitato il trolling.

Nella maggior parte dei casi (60, 8 per cento) le vittime rimuovono i messaggi e bloccano l’utente. Nove giovani su dieci ritengono che i discorsi d’odio (hate speech) siano un fatto molto o abbastanza grave, ma uno su dieci (il valore sale nei giovani con bassa scolarità) lo ritiene normale. Il 73,2 per cento degli intervistati dichiara di non aver mai postato contenuti che potrebbero essere ritenuti hate speech, il resto lo ha fatto almeno una volta (fonte)

  • Le vittime principali, secondo gli intervistati, sono immigrati, singole persone pubbliche, omosessuali, musulmani, donne.

Al convegno di Trieste di ParoleOstili, il fondatore di Voices from the blogs, Luigi Curini, analizzando 80 milioni di tweet geolocalizzati, prodotti tra il 1 giugno e il 31 dicembre 2016, segnala che politica, misoginia, xenofobia e omofobia sono i quattro maggiori temi dei commenti d’odio in rete.

Tali scenari richiedono non solamente l’aumento della vigilanza e dei controlli degli strumenti informatici, ma soprattutto la prevenzione fatta in famiglia e nelle scuole.

  • Reti, social, blog, forum e tutto ciò che viaggia in rete deve essere democraticamente gestito, e la libertà d’espressione garantita nel rispetto dell’altro e della diversità (http://www.nohatespeech.it).  

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...