La scuola italiana con la nuova stagione politica e il MIUR del ministro Bussetti  sembra non cambiare linea rispetto alle posizioni della ex ministra sen. Fedeli sull’uso dello smartphone e dei devices personali; la sen.Fedeli parlando con i giornalisti a margine della tre giorni “Futura’ sulla scuola digitale a Bologna” (18-20 gennaio 2018) aveva detto!

“Ogni scuola adotta un regolamento che regola l’uso di questi strumenti- dice oggi il ministro dell’Istruzione – l’importante è che se ne faccia un buon uso”.

La stessa aveva anche precisato che lo smartphone è:

uno strumento che facilita l’apprendimento, una straordinaria opportunità che deve essere governata. Se lasci un ragazzo solo con un tablet in mano è probabile che non impari nulla, che s’imbatta in fake news e scopra il cyberbullismo. Questo vale anche a casa. Se guidato da un insegnante preparato, e da genitori consapevoli, quel ragazzo può imparare cose importanti attraverso un media che gli è familiare: internet. Quello che autorizzeremo – precisa la Fedeli – non sarà un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sarà un nuovo strumento didattico“.

Entro gennaio 2018 la stessa si era impegnaga a raccogliere gli approfondimenti le proposte. Ed ancora: la  “Tecnologia è parte integrante della nostra vita. Valutiamo come può diventare alleata di un’istruzione di qualità”!

In un’intervista a Radio 24 il “nuovo” ministro Bussetti ha precisato:

“Non sono d’accordo”, ha detto, sulla decisione della Francia di vietare i cellulari nelle classi, perché anche gli smartphone, alla pari dei “nuovi strumenti informatici, se utilizzati per una didattica innovativa, possono essere accolti nelle aule”.

Ricordiamo la la posizione presa di recente dell’Invalsi (novembre 2017), secondo cui invece a scuola meno si utilizzano computer, Tablet e Smartphone, più si fa squadra (tecnicadellascuola.it).

“In base a quanto rivelato dell’Invalsi, all’Italia (3.500 i 15enni intervistati) l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic) in classe è “associato in maniera inversa” ai risultati ottenuti nel problem solving collaborativo. In pratica, meno si utilizzano computer, Tablet e Smartphone in classe, più bravi si è nel lavoro di squadra. La collaborazione tra studenti, osserva l’Invalsi, diminuisce anche quando aumentano le conversazioni sulle Tic nel tempo libero”.

Da qualche giorno il Liceo paritario San Benedetto di Piacenza ha acquistato un congegno americano che blocca i cellulari. “Si chiama Yondr, ed è un sacchetto di neoprene in cui viene inserito il telefonino. Una volta chiuso, lo smartphone diventa inutilizzabile (ma continua a ricevere, quindi in caso di emergenza può essere riattivato) e torna a essere funzionante solo tramite un sistema di sbloccaggio studiato ad hoc.” (quifinanza.it). I ragazzi inserirebbero all’inizio dell’attività didattica i cellulari dentro un sacchetto speciale che li scherma totalmente… rendendosi “disponibili” alle attività formative!

“Quando gli studenti entreranno in classe, dovranno riporre il proprio dispositivo ciascuno nell’apposita custodia YONDR che verrà subito bloccata dal docente della prima ora. Potranno tenerla vicino a sé tutto il tempo, ma non potranno aprirla fino a che non verrà sbloccata al termine delle lezioni, ricreazione compresa. La sperimentazione oltreoceano si è dimostrata infatti utile soprattutto per l’educazione alla socialità dei teen-ager, che spesso si isolano anche nel contesto scolastico, perdendo così le poche occasioni di socializzazione di cui la scuola è ancora valida risorsa (sbenedetto.it)”

Ricordiamo come in Italia dal Piano Nazionale Scuola Digitale, ai Progetti PON, al Byod (Bring you our device / porta il tuo dispositivo), ai libri digitali (teoricamente obbligatori), ecc. l’uso del device personale ha una sua dignità didattica.

Nella kermesse di Bologna (sopra citata) “si è parlato molto dell’utilizzo dei dispositivi personali degli studenti come normali strumenti culturali per l’apprendimento e alla diffusione della pratica del BYOD. Naturalmente l’uso dello smartphone in italiano telefono/cellulare intelligente, è un dispositivo mobile che abbina funzionalità di telefono cellulare a quelle di gestione di dati… dovrà essere finalizzato esclusivamente a fini didattici ed ogni scuola deciderà in autonomia modalità e limiti di utilizzo (Politica di Uso Accettabile).

Il nuovo ministro sembra ancora in linea con le affermazioni della sen. Fedeli :

“A scuola ci sono già tantissimi device, il tema è regolarli. Questa è anche la condizione non solo per dare gli strumenti, accompagnare nell’utilizzo del digitale ma significa anche educare a tempi e modalità di contenuto nell’utilizzo dei device…. I dispositivi mobili potranno essere usati, tra le altre cose, per documentare, con video e foto, una gita, per tracciare percorsi col Gps durante una visita, per conoscere, grazie alle mappe, una città”. (fonte storeh24.it).

 

 

 

 

 

 

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