Emoji sempre nuove e versatili, per tutto! Scandiscono il tempo e gli entusiasmi, rinnovano le comunicazioni social (forse!) e ci rappresentano. Sono pronte, divertenti, disponibili a creare sorpresa e news style! 

Le “117 le nuove emoji (comprese le relative varianti) annunciate dal Consorzio Unicode che faranno parte del nuovo standard Emoji 13.0” (fonte – hdblog.it), erano attese  (annuncio gennaio 2020) per il rilascio nel corso del 2020 sulle piattaforme mobili iOS e Android (settembre e ottobre) e nelle più blasonate piattaforme e app di messagistica social, ma probabilmente, a causa dell’emergenza sanitaria, forse sliteranno al 2021, con le nuove solo per il 2022 (fonte – hdblog.it).

Ad oggi sono disponibili solamente nella versione beta di Android 11 e in arrivo su iOS  secondo il calendario sopra indicato.

Ph. Rolands Zilvinskis

Ph. Rolands Zilvinskis

Quello che sappiano è che il ritardo della versione 14.0 non dovrebbe influire nel rilascio della versione precedente!

Come nascono e come vengono rilasciate le emoji?

E’ “il Consorzio Unicode che accoglie le  proposte del pubblico riguardo l’inclusione di nuove emoji nello standard”, secondo un processo di valutazione che considera importante (ma non solo) il dato della frequenza con cui vengono utilizzate le emoji attuali, per poi renderle disponibili al pubblico”.

Nella pagina Full Emoji List, v12.0 troviamo l’ultimo elenco completo e aggiornato dei caratteri e delle sequenze emoji secondo lo standard Unicode, con immagini di diversi fornitori, nome CLDR, data, fonte e parole chiave. Tutte le informazioni e gli approfondimenti possono essere fatte seguendo il link dedicato dell’organizzazione.  

Faccine (emoticons) ed emoji non sono vicende equivalenti. Le prime si realizzano con semplici segni di interpunzione, le seconde sono pittogrammi, personalizzabili con software abbastanza usabili. 

Cosa possono comunicare le emoji?

La “penombra” del dire e del non dire, e l’alto indice di equivoco polisemico (cosa capirà l’altro?) delle emoji intriga i messaggi, senza per questo esporre chi scrive nelle conversazioni ad imbarazzi , almeno “immediati”!

 Lasciando vaghe le conversazioni, indeterminate, il valore simbolico delle emoji potrebbe sonda la disponibilità dell’interlocutore: le direzioni di questa “disponibilità” possono essere varie e talvolta “inaspettate”, fuorvianti e distorsive (pericolose?).

Una faccina che manda un bacio è forse una disponibilità dichiarata?

Il terreno e lo spazio emotivo di questa apertura è necessario deciderlo!

Ricambiare è una scelta, è vicenda importante che riguarda l’assertività e la maturità emotiva e personale di chi scrive, o risponde!

Ricambiare e “iniziare altro” è un terreno diverso!

Qualche nota sulla storia delle emoji, abbastanza circostanziata la troviamo su wikipedia.

“Il primo set di emoji è stato creato nel 1997 dall’operatore telefonico giapponese SoftBank. Il CEO di SoftBank convinse Apple ad inserire le emoji all’interno dell’iPhone fin dalla sua distribuzione nel 2008. Le emoji vennero poi distribuite internazionalmente nella quinta versione di iOS, disponibile nel 2011. Spesso l’ideazione dell’emoji viene erroneamente attribuita a Shigetaka Kurita, un membro del team che si occupava della piattaforma web mobile i-mode della NTT DoCoMo. Questo set, reso disponibile nel 1999, era composto di 172 emoji da 12×12 pixel”. 

Esiste persino una Giornata Mondiale che si celebra ogni anno il 17 luglio (World Emoji Day), giunta al suo settimo compleanno, con un sito web dedicato.

Siamo pronti per la nuova raccolta di Emoji 13.0 2020?

Approfondimenti

Informazioni su Cyberbullismo

Il Centro Nazionale di Documentazione e Ricerca Educativa sul Cyberbullismo (CE.N.D.R.E.CY) ha compiti di ricerca, monitoraggio, documentazione, sperimentazione e formazione in campo psicoeducativo riguardo ai temi del bullismo online, della violazione della privacy e della tutela dei dati personali, stimolando lo scambio e la collaborazione tra studiosi ed enti che condividono la mission.

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